
Come per quello de La Comitiva anche questo disco mi vede coinvolto in prima persona, come co-arrangiatore e suonatore di vari strumenti. Si tratta dell'unico album del cantautore americano Matthew Marston, registrato nel 1997 a Flint, Michigan e pubblicato (per modo di dire) l'anno dopo dallo stesso Matt, che se lo stampò e se lo vendette da solo. Credo ne abbia fatte 500 copie o poco più, finite in mano quasi tutte ad amici. Matthew ha vissuto a Roma per alcuni anni, periodo nel quale ci siamo frequentati ed abbiamo spesso suonato assieme al fantomatico Locale di Vicolo del Fico. Purtroppo non lo vedo da almeno 6 anni e ora credo viva a Londra, almeno così dice il suo myspace. I due mesi che ho passato con lui a Flint per registrare il disco comunque sono stati fra i più bizzarri e divertenti della mia vita, ricordo in ordine sparso: molti blunt, un sacco di negozi di dischi in posti sperduti del Michigan, enormi cheeseburger, maratone notturne di film blaxploitation e la netta sensazione di vivere in una città fantasma... Per intenderci Flint è la città di Michael Moore (e dei Grand Funk Railroad, il gruppo preferito di Homer Simpson), raccontata alla perfezione nel suo "Roger & Me" e perfetto esempio di buco di culo di provincia americana depressa.
Il disco in questione si chiama "Rocco Says" ed è una raccolta di canzoni pop-soul (fra Prince ed Elvis Costello direi...), oltre a me e a Matthew ci suonano alcune vecchie conoscenze del Locale come Sergio Cammariere ed Olen Cesari e alcuni ottimi musicisti di Flint.


